In Grecia, otto anni per 3 gradi di giudizio: sicuramente tanti, troppi!

Giusto Processo - Sentenza Hatziioannidis v. Grecia, 17 aprile 2012

Una sentenza di condanna confermata in tre gradi di giudizio, una pena detentiva pesante da scontare ma una durata del procedimento giudiziario eccessivamente lunga portano un cittadino greco a rivolgersi alla Corte per la violazione dell’Art 6 Cedu. Otto anni per gestire 3 gradi di giudizio sono sicuramente tanti, troppi!

grecia IL CASO – Il signor Stavros Hatziioannidis è nato nel 1954 e vive a Skydra, in Grecia.
Sospettato di aver commesso reati ai sensi della legge sulla protezione dei beni archeologici, viene arrestato il 9 novembre 2002 e detenuto in custodia cautelare dal 13 novembre 2002. Il 13 aprile 2003, viene poi rilasciato con la condizionale.

Nel frattempo, il 10 novembre 2002, il procedimento penale relativo al suo caso viene avviato. Con un’ordinanza la sezione del Tribunale Penale di Edessa, decide di prorogare l’intero procedimento di indagine di sei mesi, le motivazioni di ciò sono riscontrate nella complessità del caso specifico, nel carico di lavoro del giudice per le indagini preliminari e per  il deposito ritardato della documentazione relativa all’ accaduto. Questo procedimento di indagine viene chiuso poi il 30 settembre 2005 e il 16 Novembre 2005 il signor Hatziioannidis viene rinviato a giudizio dinanzi alla Corte di appello penale di Salonicco.

L’udienza, inizialmente prevista per il 1 ottobre 2007, è stata rinviata al 14 gennaio, al 5 novembre 2008 e al 4 marzo 2009 su richiesta del richiedente. In quest’ultima data, quindi Marzo 2009, la Corte d’Appello, composta da tre membri togati, ha condannato il ricorrente ad una pena di quattordici anni e nove mesi di reclusione (sentenza No. 638/2009). Il ricorrente ha proposto ricorso a questa sentenza.

Con una sentenza del 3 novembre 2009, la Corte d’Appello Penale di Salonicco, formata da cinque membri togati, ha confermato la colpevolezza di Hatziioannidis  e ha confermato anche la sentenza di primo grado, riducendo però la pena a undici anni e tre mesi di reclusione. Anche per questa sentenza è stato promosso il ricorso, in ultimo grado, in Cassazione.

La Corte di Cassazione, il 14 ottobre 2010, ha dichiarato il ricorso irricevibile, in quanto tardivo (sentenza n 1639/2010).

CORTE EDU – Il signor Hatziioannidis  si è rivolto alla Corte di Strasburgo lamentando un’eccessiva durata dell’intero procedimento a suo carico, citando quindi l’Art 6 Cedu. Il periodo di riferimento a cui si fa riferimento è infatti iniziato il 9 Novembre 2002 con l’arresto del ricorrente e si è concluso il 14 ottobre 2010 con la decisione 1639/2010 in ultimo grado della Corte di Cassazione di Salonicco. La durata totale è stata dunque di circa otto anni per  i tre gradi di giudizio.

La Corte,  ribadendo che la ragionevole  durata di un procedimento deve essere valutata in base alle circostanze del caso e tenuto conto dei criteri stabiliti nella giurisprudenza della Corte, in particolare la complessità del caso, la condotta del richiedente e le autorità competenti, valutati i fatti e valutati i documenti, ritiene che in questo caso la durata dell’intero procedimento è stata eccessiva e che non è stato soddisfatto il requisito del “tempo ragionevole“.

Allegato al ricorso il signor Hatziioannidis ha presentato le sue richieste economiche anche in base alle spese sostenute, queste sono 7. 138,38€ per il danno materiale.  Per il danno morale invece ha chiesto 50.000€.

La Corte, pronunciandosi con la sentenza 51906/09 ha stabilito che vi è stata la violazione dell’Art 6 Cedu e ha previsto che la Grecia dovrà versare al ricorrente, entro tre mesi, 1.500€ , in qualità di danno non patrimoniale. Ha poi rigettato le altre richieste pecuniarie del ricorrente.

 

La sentenza in originale è reperibile qui:  Sentenza Hatziioannidis v. Grecia, del 17 aprile 2012

Luca Gulino

Nato a Ragusa, dopo il Liceo Scientifico ho deciso di lasciare la mia città iscrivendomi al corso di Giurisprudenza presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, grazie alle nozioni apprese e a quelle amicizie che poi si sono trasformate in gruppo di lavoro, è nata la mia collaborazione e l'ingresso nella Redazione di GZero.

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